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Avicebron
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Avicebron, nome romanzo di Shelomoh ben Yehuda Ibn Gabirol o Ibn Gebirolcite-ref-vallecchi-1-0[1] (in ebraico שלמה בן יהודה אבן גבירול, Šĕlōmōh ben Yĕhudāh Ibn Gĕbīrōl; in arabo أبو أيوب سليمان بن يحيى بن جبيرول, Abū Ayyūb Sulaymān ibn Yaḥyā ibn Jabīrūl; Malaga, 1020 circa – Valencia, 1058 circa), è stato un poeta, teologo e filosofo spagnolo ebreo di al-Andalus, autore del Fons Vitaecite-ref-vallecchi-1-1[1]cite-ref-castellani-2-0[2] e di numerose poesie,cite-ref-vallecchi-1-2[1]cite-ref-eliade-3-0[3] molte delle quali furono anche adottate nella liturgia ebraica delle sinagoghe di al Andaluscite-ref-vallecchi-1-3[1]cite-ref-eliade-3-1[3].

Conosciuto nell'Europa medievale anche con altre forme latinizzate del nome, quali Avicebrol, Avencebrol, Abengabirolcite-ref-vallecchi-1-4[1] e Avicembron,cite-ref-eliade-3-2[3], Ibn Gabirol è stato, insieme a personalità di spicco come Maimonide e Yehuda Ha-Levi, uno dei più grandi autori di sempre della letteratura e filosofia ebraiche,cite-ref-vallecchi-1-5[1]cite-ref-castellani-2-1[2] ed il primo filosofo ebreo del Medioevo.cite-ref-eliade-3-3[3]

Contents

Opere
Note

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Biografia

Il padre Yehuda era originario di mwoaCordova e, a causa della guerra, si era trasferito prima a mwoqSaragozza e poi a mwogMalaga. Rimasto presto orfano di entrambi i genitori, Salomon continuò tuttavia a Saragozza lo studio della mwowlingua ebraica e mwpaaraba, del mwpqTalmud, della mwpgmatematica e della mwpwfilosofia.

La sua prima opera è forse la mwqqʿAnaq (La collana), un poemetto mwqgacrostico di cui restano pochi frammenti; a sedici anni compose un altro poemetto, mwqwAzharoth, basato sui mwra613 Mitzvot, i comandamenti della mwrqmwrgTōrāh, molto noto nella mwrwcultura ebraica, essendo inserito nel suo libro di preghiere insieme con altre due poesie di Avicebron, lo mwsaShir Hakovod (Canto di gloria) e lo mwsqShir Hayichud (Canto di unità). Un altro poemetto di carattere mwsgmistico è la mwswKeter Malkut (Corona del regno), sorta di sintesi tra credenze ebraiche e mwtafilosofia neoplatonica: ma Avicebron coltivò anche il genere del mwtqpanegirico, dell'mwtgelegia e della mwtwsatira.

Fu amico e mwuqprotetto di mwugYequtiel ben Isaac - mwuwvisir ebreo del signore mwvatugibide della mwvqta'ifa di mwvgSaragozza, mwvwMundhir II, che fu ucciso nel mwwa1039, sembra a seguito di calunnie, dopo i tumulti seguiti al mwwqcolpo di Stato di ʿAbd Allāh b. al-Ḥakam al-Tujībī - del quale Avicebron compose l'elogio funebre:

«Mira il sole al tramonto, rosso,

rivestito di un velo porpora:

svela i lati del nord e del sud,

il ponente ricopre di scarlatto;

abbandona la terra spogliata

riparando nell'ombra notturna;

s'oscura il cielo allora, come fosse

vestito a lutto per la morte di Yequtiel»

Avicebron lasciò allora Saragozza per mwxqGranada, cercando un altro protettore nella figura di Semuel ibn Nagrella, visir di mwxwBadis ibn Habus. Fu mwyaprecettore di suo figlio Yūsuf, ma venne in contrasto tanto con lui quanto con influenti membri della mwyqcomunità ebraica di Saragozza, e finì con l'essere espulso dalla città, costringendosi a una vita raminga.

Nel mwyw1044 scrisse, in arabo, la mwzaCorrezione dei costumi, indirizzata agli mwzqebrei di lingua araba, nella quale tratta dei mwzgvizi e delle mwzwvirtù, e poi la mwaaScelta di perle, una raccolta di massime morali. Mentre il mwaqTractatus de esse e il mwagTractatus de scientia voluntatis sono perduti, è dubbia l'autenticità della paternità del mwawDe anima che gli viene attribuita. La mwbaCorona regale è un poema nel quale egli espone i suoi principi mwbqteologici e mwbgcosmologici.

Il suo libro più famoso, scritto verso il mwca1049, è però mwcqmwcgLa fonte della vita – il cuo testo originale in arabo è andato perdutomwcw – tradotto in latino sia da mwdaDomenico Gundisalvo nel mwdqXII secolo sia da Giovanni Ispano con il titolo di mwdwFons vitae, e in ebraico con quello di mweaMekor Chayim. Si tratta di un mweqdialogo filosofico diviso in cinque libri: nel primo libro espone la sua cosmologia, nel secondo tratta della materia universale, il terzo delle forme, il quarto della materia spirituale universale e l'ultimo tratta dei rapporti fra materia e forma.

Ibn Gabirol morì a mwewValencia verso il mwfa1058: una leggenda sostiene che sia morto calpestato da un cavallo, probabilmente per rendere la sua fine simile a quella di un noto rabbino, mwfqYehuda Halevi

Pensiero filosofico

Come al-Farabi e Avicenna, Avicebron continua a inserire nel pensiero arabo-giudaico occidentale, nel confronto con Aristotele elementi derivati dal neoplatonismo. Il suo contributo originale consiste nella riflessione sulla mwggmateria e la mwgwforma: per lui, una sola materia è "in" tutte le cose, sia che si tratti di mwhaenti visibili sia che si tratti di quelli non visibili a tutti, o "eterei". Ciascuno di essi si distingue da ogni altro per la diversità della forma: «Si può prendere per esempio» scrive Avicebron «l'orecchino, il braccialetto e l'anello, che sono fatti d'oro; le loro forme sono diverse, ma la "materia" che porta queste forme è una; così gli enti differiscono per la forma, ma la materia che li porta è una».

La materia "mwhgporta" gli enti: essa costituisce dunque la loro mwhwsostanza, mentre la forma dà individualità agli enti, distinguendo tra di loro le singole sostanze. La forma equivale dunque alle altre nove mwiacategorie - esclusa la mwiqsostanza - che secondo Aristotele individuano gli enti: la mwigquantità, la mwiwqualità, la mwjarelazione, il mwjqluogo, il mwjgtempo, la situazione, lo stato, l'mwjwazione e la mwkapassione.

La materia e la forma, esistenti mwkgmwkwab aeterno nella mente di Dio, sono state create - cioè emanate da Dio - non direttamente ma attraverso la sua libera «mwlaVolontà divina», che unisce altresì alla materia ogni singola forma: la Volontà «è una facoltà divina che fa la materia e la forma e le riunisce, penetra dall'alto in basso come l'anima penetra nel corpo e vi si spande [...] muove tutto e tutto conduce. La creazione delle cose da parte del Creatore, cioè la maniera in cui la forma esce dalla Fonte prima, che è la Volontà, e si spande sulla materia, può essere paragonata alla maniera con cui l'acqua esce dalla fonte e si spande a poco a poco su tutto ciò che le è vicino; solo essa "procede senza interruzione", "senza movimento" e "senza tempo"».

Su questo problema sembrano esserci in Avicebron diverse incertezze: egli scrive che mwlg«materia fit ab essentia et forma ab voluntate», distinguendo così la creazione della materia dalla stessa mwlwessenza divina creativa della forma... affidata [quindi] alla sua volontà.

Per alcuni non è nemmeno chiaro se la Volontà coincida con Diocite-ref-4[4] per il dubbio che ne sia [solo] una manifestazionecite-ref-5[5] o se sia una mwoqipostasi (cfr mwogPartzufim), [come] una sostanza spirituale; Avicebron scrive infatti che «nell'essere non vi sono che queste tre cose: la materia e la forma, e l'essenza prima, e la volontà che è media degli estremi».cite-ref-6[6] Del resto, anche secondo Avicebron, è «un grande mistero, che tutti gli esseri sono fissati dalla Volontà e ne dipendono, perché è attraverso di essa che ciascuna delle forma degli esseri si fissa nella materia [...] è per la Volontà che le forme sono regolarmente disposte e legalizzate, stando sotto la sua dipendenza e da lei fissatacite-ref-7[7]».

Opere

• mwrgʿAnaq
• mwsaLa correzione dei costumi
• mwsgScelta di perle
• mwtaAzharoth
• mwtgTractatus de esse
• mwuaTractatus de scientia voluntatis
• mwugLa corona regale (presente anche in alcuni mwuwSiddurim, per la sera di mwvaYom Kippur, dopo mwvqArvit, tradotti in lingua italiana)
• mwvwDe anima
• mwwqmwwgFons Vitae (c.1049)
• mwxaKitāb iṣlāh al-akhlāq (Libro del miglioramento delle qualità morali) mwxq(AR)

Traduzioni

• mwyqLa corona regale, a cura di Elio Piattelli, Edizioni Fussi, Firenze, 1957.
• mwywLa corona regale, a cura di Sergio J. Sierra, Firenze, Nardini, 1990, ISBN 88-404-2407-5.
• mwzqFons vitae, a cura di R. Gatti, Genova, Il Melangolo, 2001, ISBN 978-88-7018-383-2.
• mwzwFonte della Vita, collana Il pensiero occidentale, traduzione, note e apparati di Marienza Benedetto, Milano, Bompiani, 2007, ISBN 978-88-452-5993-7.

Note

cite-note-vallecchi-11. mw4aM. Gozzini, mw4qEnciclopedia delle Religioni, a cura di mw4gAlfonso Maria Di Nola, Vol. II, Firenze, Vallecchi, 1970, pp.mw4w 1669-1670.
cite-note-castellani-22. mw6gF. M. Tocci, mw6wIl giudaismo medievale e moderno, in G. Castellani (a cura di), mw7aStoria delle Religioni, Vol. III, Torino, UTET, 1971, pp.mw7q 750-751, mw7gSBNmw7w mw8aRAV0062360.
cite-note-eliade-33. mw-wmw-aNorbert Max Samuelson, mw-qEnciclopedia delle Religioni, a cura di mw-gMircea Eliade, Vol. VI: mw-wEbraismo, Milano, Jaca Book, 2003, pp.mwaqa 329-331, mwaqeISBNmwaqi 88-16-41006-X.
cite-note-44. Cfr. il lemma mwaqgShekhinah.
cite-note-55. Cfr. il lemma mwaqwTzimtzum.
cite-note-66. mwara«In esse non sunt nisi haec tria: materia videlicet et forma, et essentia prima, et voluntas quae est media extremorum».
cite-note-77. Cfr. il lemma mwarqProvvidenza.

Bibliografia

• G.A. Smith et aa., mwargL'eredità di Israele, a cura di I. Abrahams, Bevan, C. Singer, introdotto da A.D. Lindsay, Milano, Vallardi, 1960 ( mwarkThe Legacy of Israel, edd. originali Oxford, Clarendon Press, 1927, 1928, 1929, 1944, 1948, 1953)
• mwarsE. Bertola, Salomon Ibn Gabirol (Avicebron). Vita, opere e pensiero, Padova, CEDAM, 1953, SBN MIL0402164.
• mwar0C. Sirat, La filosofia ebraica medievale, Brescia, Paideia, 1990, ISBN 88-394-0438-4.
• mwar8R. Loewe, Ibn Gabirol, Milano, Aquilegia, 2001, ISBN 88-87692-05-X.
• mwaseM. Zonta, La filosofia ebraica medievale. Storia e testi, Bari-Roma, Laterza, 2002, ISBN 88-420-6521-8.

Voci correlate

• mwaskTorah
• mwas0Qabbalah
• mwas8Yom Kippur

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itAvicebròn, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-filosofiaAvicebron (anche Avicebrol o Avencebrol), in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefsapere-itIbn Gĕbīrōl, Shēlōmōh ben Yēhūdāh, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Frederick P. Bargebuhr, Ibn Gabirol, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefstanford-encyclopedia-of-philosophy(EN) Pessin, Sarah, Solomon Ibn Gabirol [Avicebron], su Stanford Encyclopedia of Philosophy, 23 settembre 2010.
• citerefalcuin(DE) Avicebron, su ALCUIN, Università di Ratisbona.
• citerefmlolOpere di Avicebron / Avicebron (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Avicebron / Avicebron (altra versione), su Open Library, Internet Archive.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Avicebron, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• (EN) Avicebron, su Discogs, Zink Media.
• (EN) Avicebron, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• mwatgDiego Fusaro (a cura di), Avicebron, su filosofico.net. URL consultato il 15 novembre 2017.
• mwato(EN) Richard Gottheil, Stephen S. Wise e Michael Friedländer (a cura di), Ibn Gabirol, Solomon Ben Judah, known also as Avicebron, su Jewish Encyclopedia. URL consultato il 15 novembre 2017.